Le
scene che Fondo offre all'ospite in occasione della sua
sagra gastronomica vantano un filo conduttore identificato
nel guardare al passato per annoverare i piccoli tesori
che imbandivano l'umile desco dei nostri nonni. Le immagini
sono diverse una dall'altra e formano un susseguirsi di
emozioni e d'atmosfere romantiche, chive del successo
dell'appuntamento estivo del capoluogo dell'Alta Anaunia.
L'ambiente diviene prioritario nella festa dei "somasi"
la cui principale attrattiva è costituita dalle
"delizie della montagna". Ed è una passeggiata
appagante quella che l'ospite compie girovagando tra avvolti
e cantine, di tanto in tanto trattenuto da piacevoli soste
per ripercorrere la storia passata assaporando proposte
gastronomiche, ormai parte dei ricordi dei meno giovani.
L'ospitalità della Valle di Non corre anche sul
filo della buona cucina, consolidata da un incessante
lavoro di ricerca il quale ha scovato fin nel cuore delle
più antiche tradizioni valligiane alla ricerca
di ricette saldamente ancorate alla qualità di
sempre. La manifestazione estiva, dunque, è originale
e simpatica quanto basta per crescere di edizione in edizione
sulle ali di un entusiasmo generale, in una fantasiosa
coreografia d'altri tempi.
A
Fondo, salvare la memoria della propria cultura significa
anche esplorare i "somasi", sparsi fra le vecchie
case, e scoprire i tesori che questi veri e propri scrigni
conservano: attrezzi da lavoro ormai in disuso, manifatture
come pizzi, ricami, raffinati pezzi della "biancheria
della nonna" e mille storie di vita contadina da
raccontare.